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BIOGRAFIA – STEFANO SACCOTELLI

Scritto da il Marzo 28, 2024

LA CARRIERA –  STEFANO SACCOTELLI: UN ATTORE A 360°

Torinese di nascita, originario di San Giorgio, cresciuto tra il Canavese e la Valle d’Aosta, risiede a Milano.

Dopo aver studiato nel capoluogo piemontese, allievo di “Sergio Tofano” si trasferisce per qualche tempo a New York e Parigi, dove perfeziona la sua tecnica recitativa.

Stefano ha lavorato in teatro con diversi registi come Ian Williams, Aldo Zampieri e Pier Giuseppe Corrado, con Vittorio De Seta, Marcello Vai e in molte produzioni indipendenti (anche in lingua inglese e francese). È con il cinema però che si fa conoscere al grande pubblico. Tra le sue interpretazioni più famose ci sono sicuramente Lettere dal Sahara, I demoni di San Pietroburgo e L’industriale.

In televisione è ospite delle popolari sitcom e appare in numerose fiction di successo, recita in Centovetrine e Vivere, mentre appare occasionalmente in fiction di successo come: Le stagioni del cuore, Sacrificio d’amore, Rocco Schiavone, I segreti di Borgo Larici, Il mostro di Firenze ed Enrico Matteri – L’uomo che guardava al futuro.

Non abbandona mai il teatro. Oltre a recitare in drammi shakespeariani, lo vediamo in rappresentazioni meno impegnate come A Christmas Carol – Il Musical.

Giuliano Montaldo gli affida i ruoli del servitore di Stellowsky ne “I demoni di San Pietroburgo” e del sindacalista ne “L’industriale”. È protagonista del cortometraggio “Resta” di Anna Bucchetti, miglior opera in lingua straniera al San Francisco Women’s Film Festival 2009, e co-protagonista di “Alla rovescia” (di Junior Lucano), menzione speciale a Piemonte Movie 2010. Tra gli altri suoi crediti “L’ultimo crodino” di Umberto Spinazzola, “La doppia ora” di Giuseppe Capotondi (Venezia 2009), “Il gioiellino” di Andrea Molaioli.

da giovedì 4 aprile esce nei cinema “Zamora”, prima esperienza alla regia
di Neri Marcorè, una vicenda ambientata nella Milano anni Settanta. “Quando – anticipa Stefano – non
esisteva lo streaming, le partite si giocavano la domenica pomeriggio e le si ascoltava alla radiolina.
Bellissimo lavorare con Neri, che mi ha scelto per incarnare il classico tifoso da bar, personaggio che parla
con un accento milanese che, ovviamente, non mi è stato naturale riprodurre. Mi hanno aiutato la regia di
un fuoriclasse e naturalmente la città dove vivo quasi stabilmente da ormai qualche anno”.
“Zamora”, cognome del mitico portiere iberico degli anni Venti-Trenta, racconta la storia di Walter Vismara
(impersonato da Alberto Paradossi), ragioniere di trent’anni che, quando la sua ditta chiude senza alcun
preavviso, si ritrova a lavorare per un’altra azienda. Tutto filerebbe liscio, se non fosse che il suo nuovo capo
ha una fissazione: ogni settimana costringe i suoi dipendenti a sfidarsi in una competizione calcistica celibi
ammogliati. Walter detesta il calcio e conseguentemente viene, suo malgrado, schierato in porta. “Un film
corale – continua Saccotelli – con la partecipazione dei più grandi caratteristi milanesi contemporanei tra i
quali Giovanni Storti e Giacomo Poretti (del trio con Aldo), Antonio Catania, Ale e Franz. Una metafora della
vita dove occorre imparare a buttarsi: e, qualora si dovesse perdere, l’importante è rimettersi in piedi e
ripartire”. Il film è stato ben accolto alla sua prima al festival di Villerupt, in Francia.
Per Stefano, si diceva, anche il ritorno alla fiction TV: da lunedì 8 aprile su RaiUno è prevista in
palinsesto la serie in sei episodi “Il clandestino”, prodotto dal taglio cinematografico sin dalla scelta
del cast e della regia di Rolando Ravello. “Un divertente ruolo di puntata – spiega – che mi vedrà duettare
con Hassani Shapi (“Lezioni di cioccolato”), in un equivoco tra il protagonista ed un portiere condominiale di
indole razzista”.
In una Milano dai mille volti, Luca Travaglia (Edoardo Leo), ex-Ispettore Capo dell’Antiterrorismo trasferitosi
a Milano, lavora come buttafuori nelle discoteche, cercando di anestetizzare il dolore con l’alcool. Il muro che
Luca ha alzato tra sé stesso e la vita comincia a sgretolarsi quando incontra sulla sua strada Palitha, un
cingalese intraprendente e sopra le righe che lo convince a mettere in piedi un’improbabile agenzia
investigativa.

Per chi vorrà, infine, Stefano Saccotelli ha anche un appuntamento dal vivo: “Precisamente – chiude – al
Teatro-Cinema Belloc di San Giorgio Canavese (TO), sabato 4 maggio alle 21 con “Lei che lavoro
fa?”: un contenitore dove saranno proposti gli ultimi cortometraggi miei e della film-maker e conterranea
Beatrice Vargiu, incluso il nostro secondo lavoro comune “Tra moglie e marito”, Best Horror Movie, al MIAFF
Luglio 2023, di Milano”.

 

Stefano Saccotelli approda al teatro una sera quasi per caso, a oggi ha realizzato parte dei suoi sogni. 

I sogni non finiscono mai, fedeli i sogni  non si dimenticano di noi, anche a distanza di anni sono parte di noi, nonostante il tempo e i dolori, riempiono le nostre notti e i nostri giorni, non hanno bisogno dell’oscurità per apparire, tu gli doni un paio di ali e loro s’innalzano come aquiloni,  nella nostra di luce del fluire del tempo 

Pensiero, Emanuela Annovazzi. 

 

 


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